Cuffie e casse autocostruite per ascoltare la musica con materiali inediti e un software statistico con cui migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche
Iniziamo proprio da due idee per costruirci con oggetti a basso impatto per ascoltare la musica, la radio etc.
Audio Jar è un set di casse audio sviluppato dalla studentessa americana Sarah Pease, che impiegando il sistema di casse open source Fab Speaker ha creato un set di casse fatto di due vasi da marmellata, due cerchietti con le casse stesse per avvitarle alla chiusura del vaso. L’idea è semplice, visivamente notevole (come vedete nella foto di seguito) e soprattutto intriga molto per l’impiego del vaso di vetro come cassa di risonanza. Come lei anche voi potreste immaginarvi altri modi di impiegare i due speaker per costruirvi un set personale!
Due designer dell’università scozzese di Dundee invece hanno sviluppato un prototipo (molto buffo) di cuffie di carta, Paper Headphones, che a partire da un foglio A3 permette di ritagliare e costruirsi un set di cuffie esterne con cui ascoltare la musica in cuffie di morbida carta!

Nei giorni del dibattito sull’analisi delle risorse impiegate dalle pubbliche amministrazioni promossa dal Governo, la cosidetta ‘spending review’, ci ha colpito la storia della città di Baltimora che da più di dieci anni impiega Citistat, un semplice software (basato su excel e powertpoint) di analisi statistica che permette di monitorare i fenomeni e i processi oggetto dell’intervento degli uffici e delle agenzie pubbliche: dalla raccolta della spazzatura, alla gestione delle reti energetiche, dalla dislocazione delle pattiglie di polizia ai servizi sociali, questa storia raccontata da Tina Rosenberg, permette di capire come raccogliere informazioni (dirette e indirette) possa consentire di rendere più efficaci ed economiche le attività della pubblica amministrazione, posto che lo sforzo di raccolta e monitoraggio delle informazioni è un primo e sostanziale scoglio da superare!
