Nuovi posti per fare le biblioteche e una campagna in mare e in rete per tutelare i diritti dei migranti.

Iniziamo parlando di biblioteche, che in questa fase di forti riduzione del budget e di testi in formato digitale possono sembrare fuori tempo massimo. Ne avevamo parlato già nella prima stagione e nell’ottobre scorso: nonostante i pochi soldi per gestirle e la diffusione di supporti diversi dal cartaceo, in realtà non potremo fare a meno di condividere sapere e scambiarsi consigli e testi, cercare consigli da un bibliotecario, scoprire una storia per caso. Nella settimana che negli Stati Uniti è dedicata a celebrare il ruolo delle biblioteche, chi ci lavora e chi le usa, arriva da Worcester, Massachussets, l’idea di un gruppo di utenti della locale biblioteca per adibire un angolo della stazione della città a ‘micro-biblioteca’ per pendolari, dove è possibile prendere ma anche lasciare testi. Grazie alle (opportune) autorizzazione, il loro scaffale permette a tutti coloro che passano dalla stazione di godere di un servizio (‘pubblico’ direbbero alcuni, ma in ogni caso di valore collettivo) e di ricordarsi del ruolo delle biblioteche nel diffondere il sapere, anche in modi nuovi e in posti insoliti, anche imparando da pratiche come il bookcrossing. Non sono i primi a portare i libri in stazione, in Olanda lo stanno già sperimentando e anche in Italia se ne è parlato, ma la semplicità (una mensola e qualche cartello, oltre ovviamente ai libri!) ci è piaciuta molto, sicuramente è da imitare!

Con l’arrivo dell’estate anche quest’anno probabilmente riprenderanno i viaggi delle persone che atttraversano il Mar Mediterraneo per cercare migliori condizioni di vita. Negli anni scorsi, nonostante il dispiegamento di mezzi e uomini per contrastarne l’esodo, i morti sono stati centinaia, e i rimpatri forzati sono saliti alle cronache (anche quando non confermati). Per documentare questa situazione e garantire tutela e assistenza a queste persone (anche in considerazione dell’articolo 98 della Convenzione Onu sul Diritto del mare che prevede l’obbligo di aiutare altri naviganti in difficoltà), diverse associazioni che su entrambe le sponde del Mediterraneo si occupano di diritti e immigrazioni (tra queste c’è anchel’ARCI), si sono impegnate in una campagna di informazione e vigilanza sui diritti dei migranti, Boats4people, che a luglio coronerà mesi di diffusione e sensibilizzazione (rivolta anche ai marinai che si trovano a incrociare imbarcazioni in difficoltà) con una spedizione di navi che dall’Italia raggiungerà la Tunisia, cercando di documentare e supervisionare l’arrivo delle imbarcazioni di migranti, controllare che non ci siano respingimenti, aiutare i soccorsi, denunciare le eventuali violazioni della legislazione nazionale e internazionale. Per saperne di più abbiamo intervistato Marco Nestor Fabbri, una delle persone che si occupa di diffondere il progetto in Italia. Oltre a sostenere il progetto con comitati locali e il passaparola, c’è anche la possibilità di partecipare in prima persona: per scoprire come potete scrivere a coord@boats4people.org.

In agenda: smettete di lamentarvi se non sapete dove sono le biciclette pubbliche più vicine, dove passa l’autobus che vi serve, e prendetevi una settimana per sperimentare dal proprio pc o dallo smartphone, il prototipo del servizio di infomobilità sviluppato nell’ambito del progetto Smartip a Bologna, oggi è l’ultimo giorno per candidarsi come beta-tester (ovvero coloro che lo provano in anteprima e possono dare consigli e impressioni).

Potete ascoltare e scaricare l’intervsita con Marco Nestor Fabbri da qui: