Un paio di modi per migliorare la vita nelle strade e una banca che è un progetto di formazione, e un video per trovare altri modi di (non) insultare le donne che amano altre donne.
Dopo il recente sondaggio che sulle proposte di pedonalizzare il centro di Bologna, siamo andati in cerca di alcune soluzioni per migliorare i problemi legati alla mobilità, due in particolare che ‘ruotano’ intorno al dilemma: più corsie o nessuna corsia? A New York un gruppo di persone ha pensato ad una mappa (e non solo) creata dalle segnalazioni degli utenti, che usando twitter possono segnalare in tempo reale le auto parcheggiate dentro le piste ciclabili, e allo stesso tempo evidenziare all’amministrazione dove e come intervenire potenziando i parcheggi o aumentando i controlli.
#BKME from Fred Truman on Vimeo.
Londra invece è una delle ultime arrivate tra le città che provano ad abolire la separazione tra strada, marciapiede e corsie varie, ovvero la pratica della strada condivisa o shared street. Da poco è letteralmente aperta a tutti Exhibition Road, strada del distretto dei musei della capitale britannica, in cui sono state abolite le separazioni tra i percorsi per veicoli a motore, biciclette e pedoni, che sono tutti invitati a prestarsi attenzione a vicenda, occhi aperti e tutti in strada!
Negli ultimi anni ci siamo resi conto quanto sia cruciale un attenta gestione di strumenti finanziari più o meno complessi che hanno un impatto sulla vita di tutti i giorni come sulle politiche internazionali. Un buon punto di partenza è l’idea di Mybnk, sviluppata in Gran Bretagna (e ora in espansione anche in Asia) da Lily La Penna, giovane italoinglese che ha messo a frutto la propria esperienza di microcredito e formazione non convenzionale per sviluppare questo progetto, dedicato ai giovani inglesi che ad oggi conta 9 programmi basati sulla formazione pratica sui servizi bancari (gestione del risparmio, mutui, finanziamenti, etc) e di assistenza allo sviluppo di piccole idee imprenditoriali che vengono proposti all’interno di scuole e organizzazioni non profit.
LE LESBICHE NON ESISTONO from Satoshidoc on Vimeo.
Come si insultano le lesbiche? Da questa domanda un po’ diretta e poco politicamente corretta, parte il progetto ‘Le lesbiche non esistono’ curato da Laura Landi e Giovanna Selis per approfondire l’assenza di parole per raccontare l’amore tra due donne, che sembra ancora un tabù culturale nell’Italia di oggi. Potete sostenere questo progetto su Produzioni dal basso!
La puntata:
