Oggi scopriamo come le automobili di proprietà possono trasformarsi in mezzi di trasporto di uso collettivo, e un network che vuole raccontare e sostenere tutte le forme di economia solidale della città di New York!

In Francia si sono diffusi negli ultimi mesi diversi servizi di car sharing basati sull’impiego delle auto di proprietà che stanno ottenendo un successo notevole, ma la cosa più interessante è che le imprese che li propongono stanno ricorrendo a soluzioni diverse caso per caso: Buzzcar.com fornisce un’applicazione per smartphones con cui chi ha bisogno di impiegare un’auto la può prenotare scegliendo tra  quelle messe a disposizione da chi ne possiede una (ma la impiega solo in alcune fasce orarie), lasciando alle due persone coinvolte la gestione del ritiro e della riconsegna delle chiavi e del mezzo, mettendogli però a disposizione delle garanzie precise (responsabilità degli utenti, assicurazione del mezzo e un sistema di tariffazione intelligente!) e un sistema sempre accessibile da remoto.
(Via Urbanocreativo.it)

Lo ‘slugging‘ è invece una pratica informale di condivisione dell’auto, un car-pooling spontaneo e concentrato in un territorio preciso, tra Washington e la North Carolina (l’abbiamo scoperta leggendo i commenti del primo dei due approfondimenti curati da Lisa Margonelli per il New York Times sulle nuove forme di mobilità negli Stati Uniti!). Siccome le corsie di alcune strade sono dedicate ai veicoli con molti passeggeri (Highly Occupied Vehicles o HOV), chi ha bisogno di un passaggio si mette in fila in aree dedicate e aspetta che un guidatore passi con la sua auto in cerca di passeggeri con cui raggiungere il numero di persone necessario a percorrere queste corsie ed evitare così le altre, in cui si riversano tutti gli altri veicoli. La combinazione passeggero/autista si crea velocemente comunicandosi a voce la direzione desiderata, il beneficio è reciproco, per cui non si paga nulla.

solidaritynyc.org
New York Solidarity Economy / solidaritynyc.org

A New York esistono da diverso tempo come in altri parti del mondo, diverse realtà non profit e attività economiche caratterizzate da una specifica attenzione per i valori di giustizia e democrazia: mercati dei produttori, gruppi che promuovono il bilancio partecipato, associazioni che praticano il baratto, gruppi di co-housing, solo per citarne alcuni. In questi intensi mesi di dibattito sulle alternative all’economia di mercato e di reazione al potere della finanza, alcune persone (economisti, attivisti e creativi) hanno dato vita ad un progetto, SolidarityNYC, che mette in rete e fa dialogare tutte queste pratiche, organizzandole per temi e per aree di attività (come vedete anche nella mappa), per rendere evidente a chi già conosceva alcune di queste realtà come a chi ne era all’oscuro, che l’alternativa praticabile e sostenibile c’è già. Con il supporto di alcune fondazioni e realtà non profit hanno creato mappe, raccolte di pratiche e studi, e Portraits of the Solidarity Economy, una deliziosa serie di documentari per conoscere chi si è messo in testa che era ora di praticare modi più solidali e sostenibili per abitare, mangiare, procurarsi oggetti e conoscenze!

In agenda vi parliamo di gente che sorride agli sconosciuti in giro per strada, di persone che si prendono cura di chi hanno accanto, anche se non si conoscono. La civicità e la cortesia possono migliorare la qualità della vita nelle nostre città? A Bologna se ne parlerà molto concretamente martedì 6 dicembre a Palazzo d’Accrusio, per La Città Civile. Noi ci saremo per ascoltare e diffondere alcune idee!

La puntata la trovate qui:
Ossigeno! del I° dicembre 2011 by ossigenoallaradio