In mezz’ora vi parliamo di modi creativi per manifestare in modo pacifico e di un’idea per cambiare dal basso i problemi che di solito sono solo emergenze.
La puntata di oggi – saltata per problemi tecnici – sarà trasmessa questo sabato dalle 14.00 all’interno di Santi Time. Viva Piero Santi!
Gli arresti dei manifestanti di Occupy New York la scorsa domenica (stavano camminando pacificamente sul ponte, per quanto non sul marciapiede) ci ha fatto venire in mente che in alcuni paesi (con una situazione molto diversa da quella degli stati Uniti) ci sono diversi comportamenti nonviolenti per cercare di manifestare senza essere arrestati. Ad esempio? In Bielorussia quest’anno, nel pieno delle proteste contro Lukashenko (presidente del paese dal 1994), decine di persone facevano suonare i propri cellulari alla stessa ora mentre si trovavano sparpagliate in piazze o strade della città, oppure applaudivano ironicamente i cortei ufficiali e le parate. Si possono classificarle come proteste vere e proprie? Vero, lo nota anche Ellen Barry nel suo articolo sul New York Times: in caso di necessità, ovvero quando non si può o non si vuole organizzare una manifestazione vera a e propria, sono soluzioni da considerare per esprimere un opinione o una protesta, e possono tornare utili anche in paesi con maggiori libertà civili.
Da troppo tempo si parla di Napoli solo per le sue ‘emergenze’ continue, i rifiuti, la criminalità, la violenza e il degrado del territorio. Ma in città non mancano le organizzazioni e le persone che cercano di sviluppare modalità sostenibili e virtuose per risolvere i problemi di tutti, senza aspettare interventi dall’alto che spesso faticano a calarsi e a trovare sostegno nella popolazione. Il concorso di idee Naples 2.0 International Social Innovation Competition, lanciato nel luglio scorso da Euclid Network, Unicredit Foundation e Project Ahead, ha invitato professionisti e non a sviluppare dei progetti per sostenere le sfide di quelle realtà che da tempo promuovono legalità, inclusione, sostenibilità ambientale e promozione del territorio. Come ci spiega Marco Traversi di Project Ahead, l’invito era quello di promuovere l’innovazione sociale in città e definire proposte specifiche: un business plan per associazioni e cooperative sociali, individuando usi possibili e funzionali per beni confiscati alle mafie, aumentare il coinvolgimento delle persone nelle attività ordinari di gruppi di volontariato etc. Il proseguimento del progetto seguirà diverse strade: ad ognuno dei sette progetti selezionati saranno assegnati 10.000 euro e nei prossimi mesi saranno affiancati per mettere a punto il progetto definitivo, che a sua volta dovrà poi essere finanziato grazie al contributo di altri finanziatori.
In agenda mettetevi il prossimo Cosa bolle in pentola? che si terrà a Bologna domenica 6 novembre negli spazi de La Pillola. Per partecipare andate qui e per vedere cos’era successo il 2 e 3 luglio potete guardarvi i video realizzati da LessTv durante la giornata di sabato e in quella di domenica. Viva!
Potete riascoltare l’intervista qui di seguito:
Ossigeno! del 6 ottobre 2011 by ossigenoallaradio
