Dalla rete scoviamo un paio di idee per visualizzare cose che non sono successe, e poi scopriamo come&perchè barattare oggetti con competenze e viceversa!
Solitamente le infografiche servono per visualizzare fenomeni complessi, che includono numerosi soggetti e che si sviluppano nello spazio e nel tempo. Però possono servire anche a guardare le notizie in altro modo: si possono analizzare alcune dimensioni degli avvenimenti oppure immaginarsi scenari che non si sono ancora realizzati. Il designer Chris Harmon alcuni giorni fa ha pubblicato Oil’d, un breve video di infografica (ricordate questo esperimento di Information Is beautiful?) per illustrare cosa si sarebbe potuto fare con gli oltre 900 milioni di litri di petrolio riversatisi nel Golfo del Messico dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera Deep Water Horizon del 20 aprile 2010. (Via Fast CoDesign)
Il collettivo SingleGrain si è invece immaginato come sarebbe la nostra vita e le nostre abitudini on-line senza i servizi di Google, che tra statistiche, e-mail, documenti e calendari offre uno spettro molto ampio e integrato di servizi. Il loro lavoro poteva essere più approfondito, infatti considerano solo le implicazioni per la privacy (‘Google conserva dei profili molto dettagliati delle nostre attività on-line’) e la concorrenza (i principali riferimenti sono Bing e Yahoo) di un’eventuale scomparsa di Google, senza analizzare ad esempio i rischi tecnologici e di standardizzazione che una così ampia concentrazione di servizi comporta. In ogni caso è un discreto punto di partenza, tant’è che poi nei giorni successivi hanno fatto la stessa cosa anche con Facebook.
(Via Bitrebels.com)
Una lezione di web-design per un cappotto? Martedì a Milano ha inaugurato una scuola che offre lezioni in cambio di oggetti di tutti i tipi (dello smalto, una compilation, una penna usb, della carta, etc.) semplicemente impiegando lo strumento del baratto. Per capire come funziona abbiamo intervistato Danila Pellicani e Serena Schimd che, insieme ad Alessandro Contini, hanno conosciuto l’esperienza a New York e hanno deciso di portarla a Milano con Trade School Milano, che sino al 25 maggio sarà ospitata negli spazi di The Hub, con cicli di due lezioni al giorno, dal martedì al giovedì. Tutti possono proporre una lezione oppure iscriversi come studenti: nel primo caso basta specificare il tema e una lista di ciò che si chiede in cambio a ciascuno studente, che vuole invece seguire la lezione può scegliere cosa portare. Come ci raccontano Danila e Serena nell’intervista, ciò che ha mosso le persone è la possibilità di condividere oggetti, competenze, tempo e bisogni senza dover impiegare denaro ma anzi cercando un contatto personale, basato sulla conoscenza reciproca, durante le prime lezioni studenti e docenti hanno avuto modo di raccontarsi a vicenda cosa li portava a richiedere gli oggetti e perchè questi fossero importanti, generando rapporti in maniera spontanea. Sul sito potete consultare il calendario, iscrivervi (i posti non sono moltissimi però), proporre delle lezioni e sostenere il progetto, che è realizzato a titolo volontario dal gruppo di lavoro ma che deve sostenere alcune spese necessarie alla gestione degli spazi e del sito internet: per questo è possibile versare delle quote tramite la piattaforma di crowdfunfindg IndieGogo. Anche da questo aspetto dipenderanno le sorti della scuola e così si potrà capire come e se replicarla in futuro.
Agenda: il laboratorio di idee per la città BoxBo ha visto impegnati 15 professionisti di diversa provenienza ma tutti accomunati dal fatto di essere under 35, per immaginarsi la Bologna che sarà anche in occasione del dibattito legato alle amministrative, bene questo venerdì il 6 maggio alle 20.30 presso l’Oratorio San Filippo Neri i loro progetti saranno finalmente presentati alla citta’.
Potete scaricare la puntata da qui:
Ossigeno! del 5 maggio 2011 by ossigenoallaradio
