Ossigeno! questa settimana va in onda sabato 29 dalle 11 all’interno di Santi Time (ringraziamo il nostro Piero Santi per l’ospitalità) parlando di jogging di vicinato e nuove idee per sostenere le biblioteche.

E’ ufficiale da alcuni giorni: anche a Bologna, come annunciato dall’Istituzione Biblioteche della città, i tagli alla cultura si fanno sentire. Dichiarata Città creativa della musica dall’Unesco (che tra l’altro ha un bel manifesto ad hoc che ricorda a cosa servono queste istituzioni, chi le deve finanziare etc. / qui in inglese), Bologna ha un forte attaccamento alla cultura e agli spazi: chi deve trovare i soldi mancanti? Le fondazioni, le imprese o le singole persone? Il dibattito è ‘scoppiato’ subito, sui giornali, on-line e per strada. Noi oggi vi riportiamo alcune soluzioni trovate in Canada e negli Stati Uniti: nonostante le diverse norme ed abitudini, vale la pena vedere come gli utenti si occupano delle proprie biblioteche pubbliche fuori dall’Italia. Generalmente il contributo è di tre tipologie: denaro (le donazioni sono spesso deducibili fiscalmente), tempo (tramite attività di volontariato), oggetti (attrezzature).
Inanzitutto è bene ricordare che in questi paesi è più agevole donare soldi alle biblioteche tramite le fondazioni di interesse pubblico, che hanno lo scopo di integrare i fondi municipali e permettere così l’attività delle  stesse biblioteche: come a Toronto con la Toronto Public Library Foundation che supporta l’omonima rete di centri cittadini per finanziarne le attività straordinarie (didattica, proiezioni etc). Se quasi tutte le biblioteche invitano i propri utenti a donare libri e oggetti di arredo che non usano più, è possibile però anche impegnarsi in attività di volontariato. Molte biblioteche si appoggiano a gruppi di volontari che garantiscono l’accesso ad aree specifiche e ad eventi speciali, contribuiscono alla raccolta fondi, supportano la promozione e le attività educative che vi si svolgono. Si possono però anche organizzare dei mercatini delle pulci o garage sale e così raccogliere fondi per il funzionamento straordinario della bibliteca, come quelli tenuti dai volontari della Cherry Hill Public Library nell’omonima località a pochi km da Philadelphia. Ma può anche essere la biblioteca a chiedere il supporto a coloro che le frequentano, in Wisconsin la biblioteca pubblica di Westfield ha una sezione del proprio sito in cui ricorda che ci si può offrire per svolgere piccoli corsi serali, attività di consulenza e affiancare i bibliotecari sistemando i testi per qualche ora ogni settimana.


Correre, farlo con costanza e per una buona causa. Con questa idea alcuni giovani londinesi si sono incontrati un paio di anni fa, hanno studiato tutti i dettagli e da alcuni mesi stanno sperimentando un nuovo modo di allenarsi che allo stesso tempo permette di aiutare le persone sole o in difficoltà che abitano nel proprio quartiere. The Good Gym è una piccola organizzazione di Londra, opera nell’area di Tower Hamlets, dove dalla scorsa estate ha raccolto decine di persone interessate a fare della loro regolare corsetta un’occasione diversa. Per entrare nel ‘team’ bisogna prima di tutto provare di non avere precedenti penali e poi dimostrare le proprie motivazioni in una prima serie di corse a domicilio con gli altri del gruppo. Dopo di che ad ognuno viene richiesto di fare almeno una corsa alla settimana ed andare a fare visita ad una serie di persone anziane o con difficoltà motorie, per consegnarli la spesa, le medicine o il giornale, e in quell’occasione fermarsi a fare due chiacchere.
Per ora è GoodGym a trovare le persone che hanno bisogno all’interno dell’area di residenza di chi aderisce e gli fornisce anche dei consigli e una lista di contatti per ogni necessità. Ma che vantaggio c’è ad aderire? Non tutti potrebbero sentirsi sufficientemente motivati. I loro ‘allenatori’ sono proprio le stesse persone che ne ricevono la visita: infatti aderendo al programma si impegnano a spronare i ragazzi in scarpe da ginnastica, esprimergli la propria gratitudine e regalargli qualche perla di saggezza quotidiana, e così loro si mantengono regolari negli esercizi (in questo video curato dalla BBC vedete appunto come funziona).
Ma ci possono essere altre occasioni per aiutare gli altri correndo? Sì, e infatti tramite il loro sito è possibile segnalare altre necessità del quartiere di Tower Hamlets su cui far intervenire questi supereroi della porta accanto. Una volta al mese infatti si ritrovano per una corsa collettiva e cercano qualcosa da fare tutti insieme. Qualche giorno fa (come si vede nel video) si sono trovati per portare 56 sacchi di compost e terriccio sul tetto di una scuola, dove si voleva costruire un giardino, e l’hanno fatto a tempo di record! In un’altra occasione hanno spostato sacchi di fango e detriti da un cantiere.
Cosa ne dite? L’ha già fatto qualcun’altro? Potrebbe funzionare meglio impiegando un servizio di notifiche via sms o e-mail (non è infatti ancora chiaro lo standard per gestire gli utenti del servizio). Si potrebbe importare, e magari considerare anche di farne una versione in bicicletta. Sul proprio sito quelli di The Good Gym sembrano molto disponibili a fare due chiacchere.

In agenda:
- oggi pomeriggio al Fram Cafè di Bologna andate a scoprire dei cappelli che una volta erano dei maglioni, realizzati dal marchio indipendente bolognese Floris, che organizza la mostra ‘Lavaggi delicati’.
- ci sono ancora pochi giorni per presentare progetti per lo spazio pubblico da mettere in mostra durante il Fuori Salone di Milano di Aprile. Il bando di PublicDesignFestival quest’anno va in cerca di servizi ed arredi urbani da realizzare soprattutto in periferia e che durino anche oltre l’evento. Più informazioni le trovate qui.

Per ascoltare e scaricare la puntata:

Ossigeno! 2011.01.29 by ossigenoallaradio

il jogging di vicinato.