Oggi siamo in onda con un paio di idee per raccontare l’urbanistica e le discussioni sulla città impiegando il teatro, andiamo a conoscere un marchio di moda italiano che si basa su partecipazione e lotta per la legalità, e vi mandiamo ad un paio di appuntamenti per sabato!
Quando devono essere realizzati grandi o piccoli progetti nelle città, l’esperienza – anche recente – insegna che un buon percorso di discussione può aiutare la comprensione e il dialogo, riducendo tensioni, ambiguità e costi di gestione. Nella città di Montevarchi per valorizzare il centro storico hanno deciso di raccogliere le idee di tutti coloro che ci vivono e lavorano; Comune e Regione Toscana hanno promosso “Identità al Centro”, un percorso partecipato che da luglio a dicembre ha portato in città incontri ed analisi del territorio, con il coinvolgimento della popolazione locale, e di un gruppo di economisti, artisti e architetti. In questi ultimi giorni di progetto è stato anche attivato un laboratorio teatrale con cui sono state realizzate performance in strada, uno studio sullo spazio pubblico ed uno spettacolo che prova a raccontare l’area per com’è e per come la desiderano i suoi abitanti. (Grazie a l nostro amico ed ascoltatore Gaspare, uno dei partecipanti, per la segnalazione)
A Brookyln invece gli attori della compagnia The Civilians hanno deciso di raccontare l’acceso dibattito sul progetto edilizio Atlantic Yards: molti di loro abitavano nell’area interessata in cui dovevano essere costruiti uno stadio da basket e diversi edifici (il progetto è attualmente in conclusione). Con ‘In the footprint’ hanno messo in scena il dibattito sul progetto, raccontando dubbi ed opinioni, dando spazio ad abitanti, investitori, politici e giornalisti, accompagnando il tutto con intermezzi cantati in cui presentavano in pillole la normativa e le agenzie che regolano il tema dell’edilizia nella città di New York. A quanto racconta il New York Times, il loro spettacolo, andato in scena a fine novembre, è riuscito a raccontare la storia del quartiere dando spazio ad entrambi i punti di vista e adattando con successo la vicenda al mezzo teatrale.
(via Fabrizio Bottini)
Cangiari è un marchio di moda italiano, calabrese per la precisione, creato da persone che credono nei valori della legalità e dell’innovazione. E’ nato nel 2009 da GOEL, un consorzio di cooperative sociali della Locride e della piana di Gioia Tauro, con la volontà di fare tesoro dei saperi e dell’impegno di persone con esigenze e percorsi diversi, ma accomunati dalla volontà di realizzare un’alternativa economica e culturale in una terra a forte condizionamento criminale. Le cooperative che realizzano le creazioni di Cangiari (abiti, portafogli e accessori tra gli altri) impiegano infatti materiali organici, lavorati con tecniche della tradizione locale. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Linarello, che di GOEL è presidente. Le creazioni di Cangiari le trovate a Milano (in Viale Monte Santo 10) e a breve su cangiari.com.
Potete vedere i soci di una delle cooperative all’opera con un telaio nel video di seguito:
In agenda segnatevi due appuntamenti per sabato 11 dicembre a Bologna. Dalle 10 fino al tardo pomeriggio al Parco della Montagnola verrà presentato il progetto Montagnola Al Centro, un’idea molto colorata di welfare e spazio pubblico. Ve ne avevamo già parlato, ma con piacere vi ricordiamo ancora che alle 11.oo presso l’Archiginnasio verrà presentato Non Chiamarmi Terremoto.
Per tutte le vostre segnalazioni e richieste: ossigeno.rcdc#gmail.com e facebook.com/ossigeno.rcdc.
Trovate la puntata di seguito:
Ossigeno! 2010.12.09 blog by ossigenoallaradio
